Il Combat in Italia è nato dall’iniziativa di un piccolo gruppo di aeromodellisti che,  appassionati di riproduzioni di aerei della II Guerra Mondiale, hanno cominciato ad incontrarsi in giro per l'Italia, dando vita a duelli aerei mozzafiato che ogni volta  stupiscono e trascinano tutti i presenti.
  Attualmente i piloti del Combat sono riuniti  in “Squadriglie” ognuna con i propri colori ed  insegne in sano spirito “Aviatorio”, ed  ogni pilota combatte e gareggia con il suo “nome di battaglia”.

I modelli da combat sono semiriproduzioni in scala 1/12 dei caccia del periodo dal 1935 al 1945, e sono generalmente costruiti con del polistirene espanso rivestito di carta da pacchi imbevuta di colla vinilica, spinti da "possenti" motori che vanno dai 2,5cc a 4.00cc a seconda del peso e delle dimensioni.


La gara consiste nel simulare un combattimento aereo fissando alla coda del modello stesso un nastro di carta di 12mt e cercando di tagliarlo in volo all'avversario. I punteggi vengono assegnati infunzione della durata del volo e dei "tagli" eseguiti, a cui vanno sottratte penalità ed infrazioni alle regole di ingaggio e sicurezza.

Queste competizioni raccolgono sempre maggiori consensi, tanto che nel giro di un anno, si è passati a circa 100 aeromodellisti impegnati nella categoria (del resto già molto diffusa in Europa e nei paesi dell’Est), permettendo così di organizzare entusiasmanti Campionati Italiani.


Il Phoenix Squadron nasce all’inizio del 2003 in seno al G.S.M. Il Sagittario, ed organizza la prima gara in Campania nel giugno 2003 valevole come 5° prova del C.I. di RC Air-Combat.
           Attualmente lo Squadron annovera sette fighters, e la campagna arruolamenti è sempre in atto
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