Kawasaki KI 60

The bear



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Il primo, denominato Ki-60 di tipo pesante e con elevato carico alare, fu accantonato in quanto soffrì di diverse problematiche legate alla manovrabilità. Il secondo caccia sviluppato attorno al motore HA-40 (così venne chiamata la versione nipponica del propulsore) era di tipo leggero ma dotato di tutte quelle caratteristiche presenti sugli aerei contemporanei come le protezioni passive per il pilota, i serbatoi autosigillanti ed un armamento di tutto rispetto in varie combinazioni di mitraglie da 12,7 e cannoncini da 20 mm. Nel corso del 1942 il prototipo fu sottoposto a test comparativi con un P-40 catturato e un Me 109 E importato, risultando superiore ad entrambi. A questo punto venne adottato con la denominazione ufficiale di Caccia per l'esercito tipo 3 modello 1, comunemente detto Hien (Rondine).


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Il nostro velivolo nasce attorno alla caparbietà della società Kawasaki che, nonostante la convinzione generale negativa dei comandi in merito ai motori in linea raffreddati a liquido, acquistò la licenza di produzione dell'ottimo Daimler Benz DB601 tedesco e attorno ad esso sviluppò due diversi tipi di intercettore

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Dopo aver superato le prime fasi di crescita tra prototipi e preserie i primi esemplari fecero la loro comparsa nei cieli della Nuova Guinea, là dove “nessuno torna vivo” il nostro aereo fu scambiato per un Macchi C.202 e venne soprannominato Tony dagli alleati. Il Ki-61 si mostrò superiore agli avversari contemporanei ma ebbe delle problematiche legate alla scarsa affidabilità dei motori che variavano notevolmente nelle prestazioni a seconda degli esemplari. Come accadde per il DB-605 anche il motore giapponese Ha-40 ebbe un successore denominato Ha-140, migliorato nelle caratteristiche ma afflitto ancora da problemi legati alla meccanica in genere. Il perché di tali aspetti sfavorevoli lo possiamo trovare nella mancanza di materiali strategici e di personale qualificato per le realizzazioni , comunque i reparti ne furono abbastanza soddisfatti e diedero del filo da torcere agli avversari. 

 


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Con l'inasprirsi dei bombardamenti sul territorio nazionale la necessità di affrontare le formazioni di fortezze volanti pesanti americane B-29, fece si che alcuni esemplari di Hien furono adattati per accogliere due cannoncini da 30 mm o quattro da 20 mm comunque la tattica più efficace fu quella sperimentata dal Maggiore Teruhiko Kobayashi che assieme agli altri piloti del 244° Sentai non esitava a speronare i velivoli nemici. Il suo ultimo Ki-61 sfoggiava 14 simboli di vittorie comprendenti cinque velivoli abbattuti e nove superfortezze danneggiate. Il totale dei velivoli abbattuti a fine conflitto dal 244° ammontava a ben 160 B-29!!

 

 

 




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